OUT OF HERE DI PIERBO - D.d'Arte

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OUT OF HERE DI PIERBO

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Raccontare tutto l’amore dell’universo

“OUT OF HERE”: GLI ALIENI E LE PASSIONI DI PIERBO

OUT OF HERE
A cura di Francesca Barbi Marinetti
Inaugurazione: martedì 10 febbraio 2015 – ore 19.00
Il Margutta RistorArte
Via Margutta 118 – Roma

L’esposizione combina passione e fantasia, quotidianità e straordinarietà: non c’è un filo conduttore a livello tematico, quanto le emozioni e i desideri di un artista che usa la tela come specchio e come lente d’ingrandimento, per scoprire se stesso, ma anche tutto ciò che lo circonda. Alternando episodi reali a realtà parallele, l’artista colpisce per il suo stile incisivo, essenziale, forte, arrabbiato, emozionante e colorato. Molte le icone che scendono dall’olimpo per prendere una posizione nella lotta quotidiana: da Bruce Springsteen e Clint Eastwood a Fabrizio De André.
Artista prolifico e generoso, produce tele scritte, colorate, affollate di personaggi ingombranti dagli alieni ai giganti del rock, dalle icone della politica o dello star system fino all’Ego sovraesposto e ferito ma ostinatamente reattivo. Il suo mondo è quello della sopravvivenza agli amori delusi, all’amarezza delle convinzioni che recidono i fiori, al bombardamento mediatico del potere che condiziona la vita. Ma è anche la leggerezza di un supereroe da sognare e conservare nel pozzo salvifico della memoria infantile.
“Lo stile che ho seguito per la mia mostra è molto facile da descrivere: è semplicemente il mio, e non so che roba sia – spiega l’artista PierBo - Non conosco un artista contemporaneo vivente, sono ignorante in materia. Cinque anni fa sono uscito da casa e ho comprato una tela e colori, il resto è venuto. Credo che ogni quadro sia diverso. E voglio che sia così. Che piacciano o meno, nessuno deve avere uno stesso quadro: lo troverei una mancanza di rispetto. Per il resto parto da un'idea, da un oggetto, da una frase ascoltata al bar o appuntata sul blocco sul comodino”.
PierBo, nome in arte di Pietro Bottai, classe 1974, ha studiato al Liceo Classico e si è laureato col massimo dei voti presso la facoltà di Lettere e Filosofia. Finora ha scritto e viaggiato, studiato e imparato. E oggi è pronto per la sua prima mostra personale. Pietro si è approcciato al mondo della pittura con lo stupore di un bambino: ha preso il pennello e lo ha intinto nell’acrilico per colorare quella tela bianca con emozioni e poesia, riversando rabbia e amore. Proprio l’amore è uno dei principali protagonisti delle sue opere, che vive sempre con passione e incredibile fantasia.
“L’amore viene raccontato come io lo vivo, e non lo vivo sempre bene. Ma non penso di essere l'unico. Credo che un uomo e una donna che soffrono per amore abbiano le stesse reazioni: c'è chi cova vendetta, chi si butta subito in un altro letto, chi spacca porte. Ecco, nelle mie opere c’è tutto questo. Anche in quadri non direttamente collegati all'amore. Amo il rock, mi rimangono a casa 8 quadri di cantanti rock. Il rock insegna a dire tutto in poche righe”.
“Presentato da alcuni amici, mi invitò a casa sua per un caffè – racconta Tina Vannini - Mi catapulta sin da subito nel suo mondo e nel giro di poco mi sembra di sapere tutto di lui e della sua anima, fragile ma coraggiosa, arrogante e delicata, sognante e cruda. Mentre parla osservo le sue tele, di una coerenza disarmante e rarissima. Ne percepisco energia, purezza, depressione, ironia. Mi rendo conto che lui è totalmente ritratto in ogni segno, colore e oggetto presenti su quelle tele. Al momento di congedarci mi dice “Oddio, mi sono dimenticato il caffè” e scoppiamo a ridere. Ma vado via con la consapevolezza che ho un nuovo insolito artista-poeta da raccontare”.


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