THE SECRET GARDEN | D.D'ARTE - D.d'Arte

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THE SECRET GARDEN | D.D'ARTE

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The Secret Garden

Martedì 15 Marzo 2011 - ore 18,00
Curatore Francesca Barbi Marinetti
Press Office Emilio Sturla Furnò
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Giardini, scorci di antiche architetture o paesaggi lussureggianti dove l'epifania fiabesca segna il passaggio segreto dell'ispirazione artistica feconda di artifici poetici e intesa alla salvaguardia del bello e dell'incontaminata sfera del sogno.
The Secret Garden dà il titolo ad un progetto di opere di Marco Colletti realizzate con tecnica mista di foto e pittura digitale stampata su lastra di alluminio o su tela, di cui una ventina in mostra presso Il Margutta Ristor Arte di Tina e Claudio Vannini - Via Margutta, 118 a Roma - dal 16 marzo al 6 aprile.
Il progetto The Secret Garden si compone di diversi cicli tra cui oltre ai Giardini, la Teogonia degli Abissi e i Ritratti. Questi ultimi si presentano come dittici in cui figure antropormorfiche si specchiano l'una nell'altra in un confronto ambiguo e complementare.
Nell'immaginario artistico di Colletti il femminino occupa uno spazio preponderante sia nell'ispirazione tematica che nel repertorio estetico formale. Si tratta di un femminino evocato e materializzato in figurazioni floreali o antropomorfismi lussureggianti. Ad esso il lascito di un'abbondanza di tessiture preziose da cui la quotidianità ci sottrae. Il magico immaginario permea il percorso creativo come una dimensione salvifica di riferimento.

I luoghi prescelti sono pregni di suggestioni allo stesso tempo intime e surreali. L'apparizione svela il fasto perduto o dimenticato, le visioni sono nunzi di un'estetica taumaturgica nella misura in cui essa fa da contraltare alla sciatteria chiassosa e involutiva del mondo globalizzato.

La ricerca del prezioso, il gusto per un'eleganza ricca e dannunziana cede il passo ad una rivisitazione metafisica della classicità attualizzata dall'estetica digitale.
Il mondo segreto, nascosto, non si svela mai del tutto. La magia è appannaggio della mente che scruta e permane come un bagliore di luce



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